Via San Gregorio

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L’ingresso del bar è appena al di là delle transenne, poco oltre le auto parcheggiate della polizia.

Sergio Bongiovanni si ferma perplesso davanti all’ingresso e lancia uno sguardo all’interno del locale.

Non sa se gli convenga fermarsi a far colazione come fa ogni giorno o tornare subito a casa.

Non è una mattina come le altre.  Sta anche minacciando di piovere e non ha con sé l’ombrello.

Nel bar c’è molta gente.

Decide che, non restare da solo, potrebbe servirgli ad allentare la tensione accumulata e, con piglio deciso, varca l’ingresso.

L’atmosfera accogliente lo rasserena.  I colori pastello delle pareti e la luce diffusa gli danno un immediato senso di calore: si sente in famiglia.

Gli basta fare un cenno alla cameriera perché la ragazza inizi a preparargli un caffè d’orzo molto lungo, come al solito.

– Speriamo che la polizia riesca a risolvere presto il caso. Avremo o no il diritto a stare tranquilli in questo quartiere? – dice Sergio, rivolto alla ragazza che sta porgendogli la tazzina fumante.

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Ginetta

 

per leggere l’intero racconto cliccare sul sito:

https://www.dropbox.com/s/zuxwp7oxwckwy64/San%20Gregorio.docx?dl=0

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